Cultura e istruzione

»  23 dicembre 2010 - A Cagliari studenti in marcia: niente bandiere, difendiamo il nostro futuro

In cinquecento in piazza nel giorno che sarebbe dovuto essere decisivo per il si' alla contestata riforma. Occupazione simbolica della stazione

Cagliari - Appuntamento intorno alle 10, nella solita piazza Garibaldi in centro a Cagliari. Un giorno particolare, ieri: il giorno che sarebbe dovuto essere quello della votazione al Senato sul ddl Gelmini. La famigerata riforma dell'Università: vanno avanti a Palazzo Madama, vanno avanti le proteste.


Dopo l’occupazione del Rettorato di martedì, ieri qualche centinaia di studenti ha sfilato per via Sonnino e via Roma, creando disagi al traffico e rendendo difficile e ingarbugliato l’ultimo shopping pre-natalizio. Percorso solito, dunque, ma con una variazione: appena oltrepassata Piazza Matteotti, ecco che gli studenti cominciano a correre sorprendendo le forze dell’ordine, e andando ad occupare la stazione.


Solo pochi minuti, il tempo di due striscioni e qualche slogan. Poi il corteo, completamente pacifico, prosegue sino a Piazza del Carmine dove viene improvvisata un’assemblea.


È l’ennesima manifestazione degli ultimi due anni, chissà, quella decisiva.
È stata infatti rinviata ad oggi la votazione definitiva di una riforma che ha fatto più che discutere e che ha visto scendere in piazza non solo gli studenti, ma anche i docenti (bellissime le foto che li vedono imbavagliati davanti al rettorato pisano), i ricercatori e gli stessi rettori. Tutti contro un progetto culturicida, diventato però fiore all’occhiello del governo Berlusconi.


E così, sfilano ancora, e non per l’ultima volta. Chi li ha visti passare per le vie cagliaritane ieri mattina, avrà sicuramente notato una differenza rispetto alle “solite” manifestazioni studentesche: niente magliette di Che Guevara, nessuna (o quasi) bandiera partitica. Solo tanti striscioni e tanti ragazzi che sono usciti dai loro istituti, dalle loro autogestioni o occupazioni portate avanti nelle ultime settimane, per urlare di nuovo NO a una privatizzazione delle facoltà, per chiedere a gran voce, a questo governo, un futuro. Semplicemente.


Quella che ha sfilato ieri è una generazione che non vede davanti a sé nessuna prospettiva: niente pensioni, niente lavoro,e, da oggi, probabilmente, niente università. Emblematico a questo proposito lo striscione del Siotto, in apertura del corteo, che recitava: SIOTTO pre-OCCUPATO. Si, siamo preoccupati.

Carola Farci