Lavoro e economia

»  23 dicembre 2010 - Da un angolo di paradiso la classe operaia torna a lavoro. Però coi piedi di piombo

Accordo Gita-Eni, spiragli per la Vinyls. Entusiasmo della Regione, positivo il sindacato, passo avanti (ma cauto) per gli auto-reclusi dell'Asinara

Cagliari - Ci voleva giusto Natale per ricevere in dono un bel pacco di promesse, assicurazioni e rassicurazioni. Stavolta, però, c’è una data: entro la metà di marzo riprenderà la produzione degli stabilimenti. Una notizia positiva, ma non abbastanza convincente per gli ormai celebri reclusi dell’Isola dei cassintegrati. Così, nonostante i giudizi positivi del sindacato, gli operai della Vinyls non lasceranno l’Asinara. Ieri il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha illustrato alle parti sociali i dettagli dell'accordo raggiunto tra il fondo svizzero Gita – da tempo l'unico interlocutore considerato affidabile – e Syndial (Eni).

Riguarda l'acquisizione degli impianti e l'inizio della produzione a Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna. Grande entusiasmo per il presidente della Regione Ugo Cappellacci: “Si avvicina il risultato tanto atteso dai lavoratori e dalle loro famiglie che non hanno mai smesso di sperare e di lottare. Prosegue un cammino intrapreso con determinazione e grande forza di volontà”. Si trincera dietro tutte le “cautele del caso”, ma è sicuro che d’ora in avanti si possa “guardare al futuro con maggiore ottimismo”.

Più concreti gli operai, che non vogliono regali sotto l’albero ma il riconoscimento di un diritto: quello, sempre più sbiadito nella nostra società, al lavoro. A lasciare l’ex carcere non ci pensano nemmeno, la protesta andrà avanti: “Dall'inizio abbiamo detto che da qui ce ne andremo soltanto per rientrare al lavoro, e non prima. Valutiamo positivamente l'esito dell'incontro di oggi”, ha dichiarato alle agenzie di stampa Andrea Spanu, “ma andiamo con i piedi di piombo. Certo, qualcosa di positivo c'è e respiriamo un certo ottimismo. Ma dobbiamo ancora aspettare”.

Il presidio resta, quindi, nell’attesa che le parole e gli accordi siano rispettati. Un mese più, un mese meno non gli cambierà la vita dopo quasi un anno di lotta. Tanto tempo è passato da quel lontano 27 febbraio, quando un gruppo di cassintegrati occupò l’ex carcere dell’Asinara e, passo dopo passo, la scena mediatica. Un anno dove non è stato semplice riportare la questione lavoro all'attenzione dell'opinione pubblica di tutta Italia, diventando il simbolo della lotta auto-reclusi nell'isola di un isola: la classe operaia da un angolo di paradiso.

Cinzia Isola