Politica e istituzioni

»  21 dicembre 2010 - Occupato il Consiglio regionale della Sardegna: “Per la crisi dell'isola serve un bilancio vero”

Protesta dei consiglieri del centro-sinistra: “Quante risorse devono arrivare da Roma? Su dati sbagliati impossibile discutere la finanziaria”

Cagliari - Mentre gli studenti occupano le scuole in vista dell’approvazione finale della riforma Gelmini prevista per domani in Senato, i consiglieri regionali del centro-sinistra in Sardegna occupano l’aula del Consiglio regionale per protestare contro l’incertezza relativa alle risorse finanziarie destinate dallo Stato all'isola. Una battaglia, quindi, a sostegno della vertenza sulle entrate: con il governo centrale che risulta inadempiente rispetto all'articolo 8 dello Statuto sardo, e la giunta regionale che sembra incapace di reagire.

Il blitz nel palazzo di via Roma è scattato ieri mattina, in occasione della prima seduta dedicata all’esame della manovra finanziaria regionale. I consiglieri della minoranza avevano chiesto di conoscere prima dell'inizio della discussione sul bilancio l'esatto ammontare delle risorse che dovrebbero arrivare dalle casse della capitale. Impossibile, dicono, discutere un bilancio vero con dati falsati: e noi, è il ragionamento, occupiamo l'aula del parlamento sardo. Un gesto eclatante ma efficace: al presidente del Consiglio Claudia Lombardo non è rimasto che sospendere la seduta, che è stata riconvocata per questo pomeriggio.

Loro, gli occupanti, saranno già in aula: una quindicina ha deciso di passare la notte tra i banchi. Notti in bianco che potrebbero continuare nei prossimi giorni, visto che i consiglieri regionali ribelli sono intenzionati a bloccare l’esame della legge finanziaria finché non si avranno risposte certe. Nella lettera sottoscritta dai capigruppo dell’opposizione Mario Bruno (Pd), Luciano Uras (Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori) e Daniele Cocco (Idv) e inviata a Claudia Lombardo e al Presidente della Regione Ugo Cappellacci sono state spiegate le ragioni della protesta.
«I gruppi di centro sinistra in tutte le loro competenti autonomiste ed identitarie hanno deciso di occupare l’Aula Consiliare per fare definitivamente chiarezza sull’effettiva consistenza delle entrate fiscali spettanti alla nostra Regione». Perché, spiegano, “non è accettabile procedere in una sessione Finanziaria 2011 dove le differenze nelle entrate erariali – tra quanto previsto dal Bilancio dello Stato appena approvato e quanto previsto dal bilancio della Regione – rimangono così profonde, oltre un miliardo di euro per il 2010, due miliardi nel biennio, il 100 per cento delle risorse effettivamente manovrabili”. Una battaglia per ribadire come sia “prioritaria responsabilità delle istituzioni mettere in campo ogni strumento ed ogni risorsa che possa dare risposte concrete ed efficaci e non virtuali ai bisogni della società sarda”.

“Non possiamo tollerare che la situazione sociale dell'isola possa venire ulteriormente aggravata da una ennesima riduzione dei trasferimenti dallo Stato”, ha ribadito Uras: “Se non si ribella il presidente della Regione, noi abbiamo il dovere di farlo così come chiesto da tutto il tessuto sociale sardo. Da quegli studenti e quegli operai che difendono il loro diritto allo studio e al lavoro”.

Dal centrodestra la replica è unanime: così si ritarda l’approvazione della finanziaria e la spendita delle risorse in essa contenute. Per Pierpaolo Vargiu, capogruppo dei Riformatori, si tratta di una legge “che mette in circolazione seimila milioni di euro che servono alla Sardegna per combattere la disoccupazione e far ripartire lo sviluppo”.


Falso, replicano dai banchi dell’opposizione: “Il patto di stabilità nazionale che vincola la spesa a quella storica, non rinegoziato dalla Regione, rende di fatto inutile l’approvazione del bilancio 2011 entro la fine dell’anno”. Quindi la protesta non si fermerà “fino a quando il presidente della Regione non impugnerà la legge di stabilità ed il bilancio dello Stato 2011 sollevando il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale o fino a quando la Ragioneria dello Stato non vorrà comunicare formalmente l’effettivo importo del gettito erariale spettante alla Sardegna per gli anni 2010 e 2011”.

Cinzia Isola