Cultura e istruzione

»  17 dicembre 2010 - “Anche martedì era cominciata bene. Poi...”. Fine della lotta o nuova presa di coscienza?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una ragazza che in piazza, negli ultimi mesi, c'è sempre andata. “Studentessa senza futuro”, si definisce

Cagliari - Non siamo stati noi. Gli studenti scesi martedì in piazza, come le altre componenti del corteo, erano tutti pacifici. Né spranghe, né bastoni, né tanto meno bombe o molotov. Noi siamo il movimento che nell'ultimo mese e mezzo è sceso in piazza tutti i giorni senza mai fare un danno, senza mai cercare uno scontro con la polizia. E anche martedì era cominciata bene.

Poi, da un momento all'altro, la degenerazione. Fumo, esplosioni, auto che bruciano. E cariche della polizia, ovunque e contro chiunque. Rubo due minuti per deprecare con tutta la forza che ho in corpo il comportamento di chi ha messo a ferro e fuoco Roma. Ma anche di chi ha infierito su manifestanti inermi.

Martedì c'è stata la guerra. L'Urbe come Kabul. Elicotteri, ambulanze, bombe, grida. Martedì tutta l'Italia ha perso. Gli infiltrati hanno distrutto un corteo, ma soprattutto un'immagine: quella di centinaia di migliaia di persone scese in piazza con la voglia solo di dire la loro su questa compravendita di deputati.

Adesso passiamo per dei criminali, assassini, vandali. Non siamo niente di tutto ciò. I black block son riusciti a spostare l'attenzione dalla fiducia (e i suoi giochi sporchi) alla scia di sangue che si sono portati dietro. Strano gioco mediatico. A questo punto è lecito chiedersi: i black block sono davvero una forza priva di regia, o sono gestiti da qualcuno? E da chi? Tante domande e una sola certezza: noi con la violenza di martedì non c'entriamo niente.

Carola Ludovica Farci,
studentessa senza futuro