L'Editoriale

»  17 dicembre 2010 - Muscoli e scuse

Cagliari - Eccola, la nostra conferma. Ce la regala Ignazio La Russa, l'attuale ministro della Difesa in diretta su Annozero. L'argomento, manco a dirlo, sono gli scontri di tre giorni fa a Roma. C'è uno studente di Scienze Politiche che cerca di spiegare perché la manifestazione si sia trasformata in guerriglia urbana. In alcuni passaggi ci riesce, in altri meno: il passaggio di fondo è che quei fatti vanno contestualizzati e non analizzati puntando l'obiettivo solo su quelle ore. Prova a dire che sono due anni che gli studenti di tutta Italia protestano contro i provvedimenti della ministra Gelmini sull'Università e che nessuno al governo li ha mai ascoltati. Non giustifica niente, ma segna un passaggio importante: l'impermeabilità di quello che si autodefinisce il governo del fare.

La conferma di cui parlavamo sta tutta nella risposta del ministro. Quando il ragazzo prende la parola, La Russa chiede al conduttore “quanto dura questo comizio, Santoro?”. Lui, che di salotti tv se ne intende e di comizi pure: andate a rivedervi la scena iniziale di “Sbatti il mostro in prima pagina”, e vedete chi è il protagonista che parla al microfono dal palco. E' nervoso, La Russa, e perde il controllo: “Questa è apologia di reato”, dice urlando sopra al giovane. Per lui andrebbe bene così, quello dovrebbe stare zitto: “Voi siete vigliacchi, fifoni, lei è un vigliacco”, gli dice. “Vigliacco”, e ancora “Vigliacco, lei è un fifone vigliacco, incapace”.

Il motivo? “Qui non c'è neanche un poliziotto, Santoro lei doveva far venire qui un poliziotto in divisa a parlare”. Lui, che lunedì era stato contestato proprio dagli agenti per le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Lui che, insomma, qualche scontro con le forze dell'ordine in gioventù lo ha pure avuto. E che da giovane era noto come picchiatore di piazza.

Immaginiamo che il giovedì nero di Milano La Russa lo ricordi bene. Era il 12 aprile 1973, e il ministro era allora il segretario del Fronte della Gioventù della Lombardia. In quel periodo l'Msi stava perdendo il contatto con la base: per riconquistare terreno organizzò a Milano un comizio di Cicco Franco, calabrese leader dei “Boia chi molla” nati durante gli scontri di Reggio Calabria tre anni prima. Sul palco ci sarebbe dovuto essere anche lui, La Russa: solo che la prefettura bloccò il comizio all'ultimo minuto per problemi di ordine pubblico. Succede che mentre una delegazione guidata proprio da La Russa è dal prefetto per protestare, in piazza iniziano degli scontri violentissimi. A pagare il prezzo più alto sarà l'agente Antonio Marino, casertano di 22 anni, ucciso da una bomba a mano. Doveva essere una manifestazione contro la violenza rossa.

La Russa a protestare nel 1973 contro il rappresentante del governo a Milano è diverso da uno studente che protesta contro il rappresentante del governo in uno studio televisivo nel 2010. Perché, secondo il ministro, Santoro sta dando la parola “a chi ha aggredito i poliziotti. Vigliacchi, contro dei ragazzi che fanno il loro lavoro”. E poi rivolto allo studente: “Stai zitto, vai in piazza nascosto, con la faccia nascosta. Vigliacco, guardati lì”, indicando lo schermo su cui scorrono le immagini degli scontri. E ancora, una frase minacciosa: “Se potessero vi spazzano in due minuti”. Dopotutto, cosa vuole saperne lo studente: “Io ci sono stato, in piazza”, chiarisce il ministro, “quando tu ancora non eri nato. E andavo in piazza con meno vigliaccheria”.

Il punto è questo, una questione di muscoli. Lo studente glielo dice: “Questa è la sua cultura politica”. Appunto: se vogliamo vi schiacciamo. Studenti, terremotati de L'Aquila, abitanti di Terzigno, gli operai, chi esprime solidarietà ai migranti sulla gru a Brescia o i lavoratori dell'Alcoa sotto il ministero dello Sviluppo economico.

(La Russa definì la morte di Marino “un omicidio”, ma basta? Anche ieri, dopo lo show, ha chiesto scusa. A Santoro, non allo studente. Basta questo?)

Marco Murgia