Cultura e istruzione

»  14 dicembre 2010 - Studenti e ricercatori di nuovo in piazza: anche a Cagliari manifestazione in centro

Nel giorno della fiducia al governo Berlusconi, giù dai tetti per occupare le strade: “Fermiamoli”, è lo slogan. Loro sì “istruiti, agitati, organizzati”

Cagliari - “Fermiamoli”: con questo slogan gli studenti lanciano l’appello alla partecipazione per la manifestazione organizzata oggi a Cagliari. Una delle tante organizzate in tutta Italia, non solo dal mondo studentesco. E non in un giorno qualsiasi: oggi a Montecitorio si voterà la fiducia al governo Berlusconi. La Capitale sarà assediata da studenti, operai, terremotati, cittadini campani sotto scacco dei rifiuti e, probabilmente, da tanti cittadini comuni che vorranno partecipare alle manifestazioni che assumeranno un carattere anti-governativo.

A Cagliari l’appuntamento è in piazza Garibaldi per le 9.30: «La crisi politica delle ultime settimane è la prova concreta che la lotta paga – scrivono gli studenti - e che le mobilitazioni diffuse in tutta Italia hanno inciso sui temi e i tempi del dibattito parlamentare. Dai presidi sui tetti alle occupazioni, dai cortei alle iniziative in città, anche a Cagliari il rifiuto per il disegno di legge Gelmini è stato categorico, il coinvolgimento politico trasversale e la partecipazione diffusa e sentita fra gli studenti del nostro ateneo».

La data fissata per la grande mobilitazione di piazza assume un carattere simbolico, ma il tema centrale resta quello della scuola, dell’Università e della ricerca: «L'attuale Governo si è dimostrato sordo alle proteste di tutto il mondo accademico – scrivono in una nota gli studenti - repressivo nei confronti delle mobilitazioni studentesche e cieco per il futuro del nostro paese. L'approvazione del DDL alla Camera ha innalzato il clima di scontro ma la calendarizzazione della votazione in Senato dopo il voto di fiducia di oggi apre speranze al movimento studentesco e al futuro dell'università pubblica italiana. L'attuale Governo va mandato a casa affinché il DDL Gelmini non venga approvato al Senato; va mandato a casa perché il suo mandato politico è revocato da parte di tutti i settori della società in mobilitazione».

Fermiamoli, quindi. Per i giovani in lotta è un grido disperato contro il ddl Gelmini: «Se venisse approvato, segnerebbe un punto di non ritorno per l'università pubblica italiana. La controriforma targata Gelmini è parte di un progetto generale che arriva da lontano, trasversale a diversi governi, sul quale occorre aprire spazi di criticità, indispensabili per poter formulare una proposta di università realmente libera, aperta a tutti e di massa».

(red)