Lavoro e economia

»  7 dicembre 2010 - Vinyls, spiragli di Natale. Il ministro assicura (“Ripartiamo!”), i dubbi restano

Il ministro dello Sviluppo Economico in visita all'Asinara lancia la campagna elettorale: “Tranquilli, almeno sino a marzo ci siamo noi”

Cagliari - Potrebbe essere l’ennesimo pacco. Stavolta, ben posizionato, sotto l’albero di Natale. Ma per gli operai della Vinyls la speranza è quella di festeggiare il nuovo anno col botto e il riavvio degli impianti, fermi ormai da un anno e mezzo. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani non ha dubbi: “La vertenza Vinyls si può chiudere entro febbraio”. Lo ha detto all’Asinara, davanti agli operai reclusi da ben 285 giorni nell’ex carcere sullsola dei cassintegrati. E lo ha ribadito, in compagnia del presidente Cappellacci, durante la seconda tappa del mini tour ministeriale in Sardegna: lo stabilimento petrolchimico di Porto Torres. “La trattativa per la cessione degli impianti”, ha assicurato, “si può chiudere senza intoppi entro Natale e, in questo caso, gli impianti potrebbero ripartire già da febbraio 2011”.

L’incontro tra vertici Eni e Fondo Gita, sabato scorso a Venezia, si sarebbe chiuso positivamente: “Ho conosciuto di persona coloro che voglio investire”. Con queste parole, parlando del gruppo svizzero-tedesco, il ministro si è rivolto agli operai: “Mi hanno fatto vedere che i piani industriali sono sensati. L'impegno personale e finanziario e le garanzie bancarie”, ha spiegato, “mi hanno portato a dire che forse siamo sulla buona strada, siamo nelle condizioni di ripartire». Del resto, sostiene Romani, l'Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa, dopo la Germania, e non può rinunciare alla chimica. Lo ha detto chiaro: “La prima domanda che farò ai rappresentanti che vogliono acquisire gli impianti, al prossimo incontro sarà: quando ripartiamo?”.

Per il ministro dello sviluppo economico si tratta di un piano “eccellente”, tanto da non considerare necessario un piano “B” : “Questo è l'unico e non ci sono le condizioni perché possa andare male”, ha replicato Paolo Romani ad un lavoratore curioso di conoscere eventuali alternative, in caso di ritirata improvvisa degli investitori. Nessun problema, tutto liscio come l’olio. Il rinascimento della chimica in Sardegna non avrà ostacoli. Poco importa se tra una settimana esatta, il Governo Berlusconi dovrà superare la prova della (s)fiducia: “Anche se andasse malissimo, fino a marzo ci saremmo noi”. Speriamo che, con la chimica sarda, la propaganda elettorale non sia già cominciata.

Cinzia Isola