Ambiente e territorio

»  20 settembre 2010 - Sardegna in camper: piccole proposte per scoprire l'altra isola in autunno

Non solo spiagge e Costa Smeralda: “Autunno in Barbagia” mette in vetrina l'altra faccia della nostra regione

Cagliari - La Sardegna in camper non è solo una particolarità dell’estate. Un autunno ricco di manifestazioni accompagnano i colori nitidi di una terra che non ha eguali in Italia e nel mondo. Un tesoro di inestimabile valore in mostra da settembre a dicembre nel cuore dell'Isola: la Barbagia. Sono 26 i paesi della provincia di Nuoro che quest'anno hanno aderito al circuito "Autunno in Barbagia". L’iniziativa, organizzata dall’Aspen (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro) per valorizzare identità, tradizioni e artigianato tipico, ha aperto i battenti lo scorso 3 settembre a Teti, un piccolo centro del Mandrolisai situato sulle montagne della Barbagia di Ollolai, nella splendida valle del Taloro, per concludersi il 17, 18 e 19 dicembre ad Orune, un paese antico e chiuso, dove permangono forse più che in ogni altro, gli usi, le abitudini, i costumi, le tradizioni popolari più lontane. Un itinerario che accompagna camperisti e visitatori curiosi che non si accontentano della Sardegna delle riviste patinate, dove i luoghi si confondono e diventano tutti uguali, ma che cercano la sintonia con la natura selvaggia della montagna, che conserva importanti tradizioni e che possiede un patrimonio culturale millenario. Una opportunità per conoscere i piccoli centri in una porzione di territorio suggestiva e autentica. Dove tutto è particolare: dalla musica al canto a tenore fino al modo di parlare. Luoghi che conservano un’anima affascinante in un ambiente unico ed ancora incontaminato. Dove le produzioni artigianali, da secoli, si tramandano da padre in figlio. Un viaggio ricco di sapori, colori e forti emozioni,  fuori dal tempo, circondato tra civiltà ancestrali, tradizioni, natura selvaggia e dalla magia di un’isola: la Sardegna.

Un settembre che, iniziato da Teti, prosegue verso Bitti, un paese che conserva nel suo territorio, oltre alle bellezze naturali, lo splendido sito archeologico di "Su romanzesu" per arrivare ad Oliena, un importante centro del Supramonte situato ai piedi del monte Corrasi noto per le maestose sorgenti carsiche di Su Cologone. Questo inizio di autunno si conclude tra Austis - un grazioso borgo ad economia agropastorale tra le montagne del Mandrolisai, nella zona più interna dell'Isola. Circondato da boschi di lecci, querce, sughere - e Orgosolo. Uno dei paesi-simbolo della Sardegna dell'interno famoso negli anni della lotta dei contadini e dei pastori per la difesa delle terre contro l'esproprio. Centro fondamentale della cultura della Barbagia pastorale.

Undici, invece, sono le tappe in programma ad ottobre. Nella prima settimana sarà Tonara ad ospitare i visitatori. Una località collocata nella Sardegna centrale, alle pendici del Monte Mungianeddu dove nelle caratteristiche viuzze del centro storico, troviamo le antiche case realizzate in scisto (un tipo di roccia metamorfica) coi tipici balconi lignei coperti. Famosa soprattutto per la produzione del torrone. Poi sarà la volta di Orani, paese nel cuore della Barbagia dove nel territorio sono presenti circa trenta nuraghi e varie tombe di giganti e conosciuto per la lavorazione del velluto, del legno, del ferro e della ceramica. Orani è il paese natale di grandi artisti dediti alla pittura, alla scultura, alla poesia e al canto, tra i primi - famosi nel mondo - si ricordano Mario Delitala (1887-1990) e Costantino Nivola (1911-1988).

Il fine settimana successivo seguiranno: Meana Sardo, importante centro agro-pastorale - posto in una posizione panoramica sotto il Monte Sant'Elia - e ricco di bellezze naturalistiche. Gavoi, un territorio in cui si alternano monti, vallate e altipiani, mitigati dall'influsso benefico del lago di Gusana, alimentato dalle acque del fiume Taloro e ricco di boschi. Un’altra tappa significativa nella Barbagia, è quella di Ollolai; circondato da uno scenario paesaggistico aspro e incontaminato ricoperto di querce e secolari lecci, , dove alcune case conservano antichi portali in pietra scura e spesso ospitano donne intente a lavorare con paziente maestria l'asfodelo per la realizzazione dei cestini intrecciati. Per la prima volta, presente nella rassegna “Autunno in Barbagia”, il paese di Onanì. Il piccolo borgo caro a Grazia Deledda, che sorge a metà strada tra Bitti e Lula, su una zona collinare coperta dalla macchia mediterranea e da boschi di roverelle.

Il mese di ottobre chiude la rassegna tra Belvì, un territorio ricco di boschi di ciliegi, noccioli, noci, castagni, roveri, lecci e agrifogli (nelle aree rocciose troviamo il ginepro, l'ulivo e il pero selvatico), passando per Dorgali dove il mare cristallino del Golfo di Orosei e le montagne selvagge del Supramonte costituiscono un invidiabile patrimonio naturale; per arrivare a Sorgono e ammirare uno scenario naturalistico che lo incornicia alle straordinarie testimonianze archeologiche e centro di rinomata produzione enologica sede di elaborazoine del Mandrolisai, vino formato dal Cannonau, Monica e il Bovale, detto anche Muristellu.

Aritzo, con la sagra delle castagne, e Desulo, con i prodotti della montagna, passano il testimone di “Autunno in Barbagia” al mese di novembre. Il clima, la quota e l'esposizione panoramica fanno di questi posti una meta di villeggiatura animata e piacevole in estate e, ancora oggi, conservano il fascino delle tradizioni e dell'identità, una natura incontaminata, un ambiente unico, ricco di suggestioni, scenari e luoghi di incomparabile bellezza. Partendo da qui è possibile scegliere tra varie gite possibili - a piedi o a cavallo - verso il Gennargentu e l'alta valle del Rio Flumendosa.

Mamoiada (paese in cui le tradizioni sono molto radicate e di antichissime origini e la notorietà è certamente da attribuirsi al famoso carnevale con le scure maschere dei "Mamuthones" e quelle bianche degli "Issokadores"), Ovodda (situato nella Barbagia di Ollolai, alle pendici del monte Orohole. Il territorio, dalla natura incontaminata e selvaggia, ricco di boschi ombrosi e freschi) e Lollove (un borgo antico, unica frazione di Nuoro che dista 15 chilometri) accompagneranno i visitatori nella prima metà del mese di novembre per poi concludere, nella seconda quindicina, con Tiana (un territorio che conserva alcune domus de janas - in località Mancosu - e resti di monumenti nuragici nelle località Sa Piraera e Tudulo) e Atzara (delizioso borgo di origine medievale e ridente centro agricolo del Mandrolisai, che si distende in un paesaggio ricco di boschi e colli coltivati a frutteti e soprattutto a vigneti).

Il nostro viaggio si avvia al termine. Saranno Gadoni (piccolo centro minerario situato al margine meridionale della Barbagia di Belvì, ai piedi del monte Sa Scova che digrada dolcemente verso la valle del Flumendosa) e Fonni (inserito nello straordinario scenario del Gennargentu che, come è noto, rappresenta una delle aree naturalistiche più belle d'Italia e da qui si può partire a piedi per suggestive escursioni attraverso il Gennargentu) ad inaugurare le iniziative del mese di dicembre. Lo stesso fine settimana segna il ritorno, nel circuito della rassegna, della città di Nuoro (capitale della Barbagia che sorge su un altopiano dominato dal Monte Ortobene e circondato da vallate e catene montuose) per concludersi il 17, 18 e 19 dicembre a Orune.

(red)

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